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È Senatore della Repubblica e a Cingoli, nella sua città natale, aveva scelto qualche mese fa di candidarsi a Sindaco certo, con la sua esperienza istituzionale e sociale, di poterla risollevare dandole il respiro del Partito popolare Europeo con alcuni amici dell’UDC e della Destra. E certo che la sua squadra avrebbe dovuto essere fresca e competente, rappresentante la nuova classe dirigente - una lista fatta quindi di professionisti, imprenditori, dipendenti, artigiani, operai e giovani, oltre che di alcuni consiglieri dalle comprovate esperienze amministrative. E in rapporto, forte della sua rappresentanza politica e istituzionale, di concreta collaborazione con il Governo Nazionale e con le altre Amministrazioni locali, perché solo così ci sarebbe potuto essere un rinnovamento vero. E i suoi concittadini gli hanno dato fiducia, sostegno, calore. È così che Filippo Saltamartini chiude la campagna elettorale con la mano sul cuore e l'inno d'Italia, la sera del 5 giugno, e il 6 e il 7 fa uscir di casa 3455 cingolani, a votarlo.
E, a furor di popolo, vince (col 51% del 6759 voti validi) sugli altri candidati, Giuseppa Salomoni, da cui si distacca di quasi 2500 voti, e il sindaco uscente, Gianfilippo Bacci, che si ferma a 2228 preferenze, quasi 1000 in meno rispetto al 2004. In otto seggi su nove, straccia i suoi concorrenti: quasi un plebiscito! |