|
Ordine del giorno del consigliere Giorgi: contrarietà ad ospitare ai confini del territorio comunale di Cingoli una discarica PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, al punto 16: Ordine del giorno del consigliere Giorgi: contrarietà ad ospitare ai confini del territorio comunale di Cingoli una discarica.  Ha la parola il consigliere Giorgi. Giorgio GIORGI. Ricordo che ho appena consegnato ai capigruppo una foto scattata dal “Balcone delle Marche”, nel punto più panoramico di Cingoli, da cui si evince che laddove passasse questo studio commissionato alla Università politecnica delle Marche da parte della Provincia di Ancona, verranno individuati due siti, il 10 e l’11 — sono così numerati, ma sono i primi due della graduatoria — in cui dovrebbe realizzarsi, tramite accordi di programma con i Comuni interessati — il Comune di Filottrano ha ribadito la totale contrarietà, come del resto il Comune di Cingoli che si è espresso lunedì sera all’unanimità, compreso il centro-sinistra cingolano con una mozione contraria — una maxi discarica che dovrebbe prevedere l’abbancamento dei rifiuti di circa 250.000 abitanti (Ancona capoluogo e altri 15 Comuni). Una cosa veramente esagerata, tra l’altro con tutti gli oneri a carico dei Comuni della montagna che già sono depressi e svantaggiati. Questa foto l’ha realizzata una ragazzo emodializzato, che fa il grafico pubblicitario, che mentre la scattava e ce la consegnava, piangeva perché sarà costretto ad andare via in quanto gli effetti nocivi della discarica nel raggio di 15 chilometri costringono un dializzato a doversene andare, quindi lui dovrebbe strapparsi dalle proprie radici, come altri cittadini coinvolti da questa operazione, laddove andasse in porto. Già si è creato un comitato spontaneo di cittadini e le istituzioni, in particolare i Comuni di Cingoli, di Filottrano e di Osimo hanno dimostrato tutta la loro contrarietà. Leggo alcuni passi dell’ordine del giorno, per sintetizzare alcuni aspetti tecnici, perché non si tratta di contrarietà pura e semplice alla discarica ma ci sono alcune motivazioni tecniche che vorrei poteste approfondire: “... i suddetti siti, che sono anche i principali nella graduatoria stilata dall'Università Politecnica di Ancona, sono individuati ai confini col territorio comunale di Cingoli”. Ho consultato alla presidenza una tavola grafica, in cui si vede proprio che il raggio di due chilometri di questa discarica, in particolare quella del sito n. 11, è a ridosso della struttura denominata “Acquaparco Verdeazzurro” che tutti conoscete, una struttura turistico-ricettiva rilevante nella Provincia di Macerata, che ospita tantissimi turisti, sia italiani che stranieri e quindi sarebbe la fine per il proprietario, perché una discarica di queste dimensioni non è una piccola discarica di appoggio ma una maxi discarica che abbancherebbe rifiuti di 250.000 cittadini della provincia di Ancona. A livello ambientale è una discarica che avrà effetti nocivi non solo nel raggio di due chilometri ma in un raggio minimo di 15 chilometri dall’eventuale luogo di realizzazione. Poi: “le di scariche sono impianti dalla gestione passiva”. Secondo me dobbiamo fare un momento di riflessione sulla gestione dei rifiuti. “Possono essere evitate con la termovalorizzazione, tecnica che, studi alla mano, oltre ad evitare il rovinoso impatto ambientale, permetterebbe un guadagno sicuro in termini energetici per le comunità amministrate”. Su questo potremmo aprire dei dibattiti e l’abbiamo approfondito anche all’epoca della discussione sul piano provinciale dei rifiuti e dell’individuazione dei siti, da parte sempre dell’università di Ancona per conto della nostra Provincia. “Non si comprende perché se proprio una discarica debba farsi questa venga scaricata all'entroterra e piazzata in zone turistiche, colline dolci e coltivate intensamente che scendono verso una piccola valle segnata da un fosso perenne, il cui versante dall'altra parte è fotocopia ma è territorio di Cingoli, con effetti negativi per aziende presenti nella fascia che combacia con Filottrano (S. Faustino e dintorni), a qualche centinaio di metri dai previsti siti, come l'importante struttura Acquaparco e Centro Vacanze "Verdeazzurro", un complesso produttore di carni biologiche di bestiame al pascolo, agriturismi e country-houses; sono diversi, inoltre, gli stranieri che attratti dalla tranquillità e dalle caratteristiche panoramiche dei luoghi, hanno acquistato e ristrutturato case di campagna”. Sono veramente parecchi, e ve lo posso dire anche come funzionario del Comune di Cingoli: in particolar modo tedeschi e olandesi. “Le popolazioni montane, già private di molti servizi essenziali, come quelle dei Comuni di Cingoli, Apiro e Poggio San Vicino, hanno uguali diritti delle altre, più fortunate da un punto di vista geografico e non solo doveri e gravissimi disagi senza nessun vantaggio per una tra le più popolose zone dell'intera Comunità montana del San Vicino; la Provincia di Ancona non può invadere la competenza e ledere l'autonomia dei singoli Comuni e pertanto non può imporre delle scelte, ma concertarle con gli Enti interessati, attesi i suoi compiti di programmazione del territorio, coordinamento e assistenza agli enfi locali”. Quindi non può imporre a Filottrano, ma tanto meno a Cingoli. Inviterei a vedere questa planimetria, per verificare come questo raggio di due chilometri dall’eventuale sito della discarica andrebbe, per oltre un chilometro e mezzo, nel territorio della provincia di Macerata. Poi: “l'autonomia è quella particolare prerogativa di cui godono gli enti pubblici locali che consente l'esercizio del potere e la determinazione del proprio indirizzo politico-amministrativo in posizione indipendente rispetto allo Stato e agli altri enti territoriali intermedi, pur nell'ambito della legge; il Consiglio comunale di Cingoli e quello di Osimo stanno combattendo e combatteranno, anche a livello legale, la battaglia anti-discarica a fianco del Comune di Filottrano, anche in coerenza con l'indirizzo politico-amministrativo adottato nel recente passato dall'Amministrazione, di rifiutare categoricamente l'eventuale dislocazione di una discarica nel territorio comunale di Cingoli, in quanto sede di Comunità montana, caratterizzata da emergenze ambientali (es. dissesti idrogeologici) e da una consolidata naturale vocazione turistica”, come potete vedere dall’immagine. Per questo Cingoli ha l’appellativo di “Balcone delle Marche”. Quelle chiazze rosse che vedete, sarebbero le future discariche fumanti. Lo stesso P.T.C. della Provincia di Macerata non prevede, nel caso di specie, insediamento di discariche di appoggio all'impianto del Consmari per il Comune di Cingoli, né altro tipo di impianto di smaltimento, riciclaggio o trattamento, in quanto zona dell'entroterra maceratese a prevalente vocazione turistica, ambientale e paesaggistica”. Quindi questo ordine del giorno è in coerenza anche con il nostro Ptc. Richiamo l’articolo 1 del “decreto Ronchi”, che prevede tra le sue finalità quella di contenere e razionalizzare i costi di gestione del ciclo dei rifiuti tramite interventi che, nel rispetto della protezione ambientale, garantiscano l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’azione. Secondo me individuare in quei siti una maxi discarica va contro lo stesso “decreto Ronchi” che dice anche altre cose e ha altre finalità e un’altra ratio. “Ritenuto che la Provincia di Macerata debba tutelare le legittime ragioni del Comune di Cingoli in questa battaglia in favore del proprio territorio e per la tutela della popolazione amministrata, atteso che la fascia di rispetto prescritta dalla vigente normativa per le discariche ha un raggio di 2 km. e il primo sito individuato dalla graduatoria provinciale di Ancona ha un fascia che ricade, per oltre un l km. di raggio, all'interno del nostro territorio comunale con circa duecento cittadini cingolani residenti e le molteplici attività turistico-ricettive e produttive sopra elencate; richiamati i principi fondamentali dell'ordinamento degli enti locali di sussidiarieta e di autonomia (artt. 3 e 4 T.U.E.L.); con il presente ordine del giorno si impegna il Consiglio provinciale a prendere atto e fare propria l'assoluta indisponibilità e la totale contrarietà del Consiglio comunale di Cingoli ad ospitare ai confini del proprio territorio comunale una discarica, per i motivi sopra dettagliatamente esposti e intraprendere, con il Presidente e la Giunta provinciale, ogni azione ritenuta idonea in tal senso presso l'Amministrazione provinciale di Ancona e la Regione Marche”. PRESIDENTE. E’ aperta la discussione. Ha la parola, per una precisazione, l’assessore Migliorelli. Carlo MIGLIORELLI. Non è di mia stretta competenza, ma visto l’ordine del giorno proposto, ho chiesto all’ufficio rifiuti della Provincia di Ancona di inviarmi una serie di documentazioni che poi lascerò a disposizione del consigliere Giorgi e degli altri. Non possiamo negare un’evidenza: il comune di Cingoli è inserito nel piano provinciale dei rifiuti e nello studio dell’università di Ancona come uno dei siti possibili per la costruzione di una discarica, quindi c’è comunque una stretta correlazione anche con la pianificazione della Provincia di Macerata. La discarica di Filottrano, come la discarica di Cingoli qualora dovesse essere realizzata, rientra all’interno di una programmazione della Provincia di Ancona, la quale ha fatto uno studio all’interno del quale vengono identificati una serie di siti tra cui il sito di Filottrano. Il bacino 1 della provincia di Ancona decide che venga attivata questa discarica. Io non entro nel merito delle questioni d’impatto ambientale, perché quella fascia che comprende la provincia di Ancona e la fascia interna della provincia di Macerata hanno un altissimo impatto ambientale, dopodiché, consigliere Giorgi, noi dobbiamo porci un problema. La zona medio-collinare maceratese ha una qualità ambientale altissima, per cui qualsiasi tipo di intervento invasivo provocherebbe dei profondi problemi di impatto ambientale. Vorrei ricordarle, consigliere Giorgi, che il Comune di Cingoli è contrario anche all’ipotesi di una discarica, compresa nel nostro piano provinciale, sul suo territorio. Giorgio GIORGI. E allora è coerente. Carlo MIGLIORELLI. Io non metto in dubbio la coerenza dell’Amministrazione comunale di Cingoli, dico solamente che il problema dello smaltimento rifiuti e il problema delle discariche non può essere a carico di una parte di un territorio piuttosto che di un’altra, perché se pensiamo questo dovremmo programmare, da qui in futuro, tutte le discariche della Provincia di Macerata da più o meno Montelupone in giù. Dobbiamo decidere se vi sono dei territori della provincia di Macerata, come di quella di Ancona, come di tutte le province italiane, che sono vocati ad essere la “pattumiera” di una provincia, oppure ci debba essere una equa distribuzione di questi carichi che tutti dovremmo sopportare. Però su questo bisogna che una volta per tutte, senza fare sempre delle battaglie campanilistiche, troviamo un punto di accordo, altrimenti non ne usciamo. Nel piano provinciale dei rifiuti della Provincia di Macerata vengono individuati tutti i siti che hanno un valore ambientale altissimo — Cingoli, Treia, Mogliano — e potremmo anche tralasciare quelli e fare un altro studio: poi ne apriamo dieci a Civitanova? Dieci a Porto Recanati? Io penso che la discussione debba essere minimamente più seria rispetto a dire un no tout-court, anche legittimo, perché quelle sono zone molto importanti dal punto di vista turistico, culturale, ambientale, paesaggistico. Però bisogna anche fare un ragionamento serio sulla politica dei rifiuti che vede coinvolto un intero territorio provinciale. Ci sono delle zone, dei Comuni che hanno dei territori molto importanti, che hanno ospitato le discariche, che hanno pagato e stanno pagando un prezzo. C’è Morrovalle, c’è Potenza Picena, c’è Tolentino, c’è Macerata. Io avevo la discarica a 500 metri da casa. Su questo, più che operazioni demagogiche debbono prevalere anche dei fatti concreti e reali, che sono quelli di province che hanno il problema dei rifiuti. La nostra regione è bellissima dal punto di vista ambientale, per cui questi problemi li ritroveremo in tutte le zone. Prima il consigliere Giorgi diceva “non rientra all’interno delle previsioni del Ptc”. Rientra all’interno delle previsioni del piano provinciale dei rifiuti della Provincia di Ancona, che è la programmazione in materia di rifiuti. PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Montesi. Massimo MONTESI. Credo che dovremmo ringraziare il consigliere Giorgi che ci ha posto questa questione, portando il Consiglio a conoscenza di una questione che riguarda anche il nostro territorio e ci dà la possibilità di approfondire e di conoscere quello che deriva al nostro territorio da atti di programmazione territoriale di altri organismi. Però allo stesso tempo credo che ci siano da fare alcune precisazioni. Dal punto di vista dell’impostazione credo che sia assolutamente condivisibile quello che diceva poco fa l’assessore Migliorelli, nel senso che non si può sempre dire “va bene, ma non a casa mia”. Non può essere questo. Mi sembra che questo ordine del giorno sia invece figlio di questo tipo di impostazione politica e culturale. La seconda questione riguarda proprio lo strumento “ordine del giorno”. Noi ci troviamo costretti, in un tempo sicuramente ragionevole ma breve, a prendere atto, conoscere, condividere o comunque prendere conoscenza di un atto di programmazione territoriale compiuto dalla Provincia di Ancona e poi a dare dei giudizi su questo. Io credo che non ci riusciamo. Giorgi sarà più bravo di noi, ma non ci riusciamo. Quindi, lo strumento mi sembra che sia una debolezza da questo punto di vista. Tra l’altro si sintetizzano tanti questioni — ricordate poco fa da Migliorelli — per esempio sulla termovalorizzazione. Qui si ammette e si riconosce una priorità della termovalorizzazione rispetto al conferimento in discarica. Stante l’attuale nostro piano provinciale, nel quale è escluso un ampliamento della termovalorizzazione e stante quello che sta succedendo con la modifica del piano energetico regionale, credo che questo sia un tema che da solo deve coinvolgere le forze politiche, le forze sociali, il territorio, quindi una cosa che metterla in un ordine del giorno mi sembra una ingenuità, per non dire altro. Rispetto al contenuto dell’ordine del giorno, ho dato un’occhiata alle carte che siamo riusciti a recuperare in pochissimo tempo riguardo al piano provinciale dei rifiuti della Provincia di Ancona, che ha fatto, ritengo, un lavoro come stato fatto dalla nostra Provincia e che ha quindi individuato, sulla base di caratteristiche oggettive — sulla qualità dell’acqua, sulla qualità dell’aria, sulla qualità ambientale in senso generale, sulla qualità paesaggistica — una serie di siti potenziali i quali potrebbero diventare sedi di discarica comprensoriale. Su questo credo che ci debba essere anche un rispetto del lavoro fatto. La seconda questione che mi sembra importante è che anche lì, così come nel nostro piano provinciale dei rifiuti, c’è un percorso definito, nel senso che rispetto ai siti potenziali, con la concertazione con i Comuni e tenendo conto anche dell’impatto sociale che avrà l’individuazione del sito, la scelta sarà fatta anche in base a questo impatto sociale. Quindi non c’è una definizione tout-court, c’è un percorso in atto e credo che sia anche questo un elemento importante. Queste mi sembrano le questioni più importanti. Tra l’altro nell’ordine del giorno c’è scritto che a Cingoli non è previsto, invece Migliorelli ci ricordava che non è così. Però c’è un ultimo aspetto importante nella valutazione dell’ordine del giorno. Noi, come Provincia, quindi come ente diverso, seppur confinante con la provincia di Ancona, dovremmo esprimere, sulla base di una conoscenza che ho cercato di far capire che non può che essere superficiale a questo momento, un giudizio negativo su un percorso che sarà durato anni, sarà stato condiviso da quell’ente così come noi abbiamo fatto nella scorsa legislatura e così come stiamo facendo. Credo che anche questo sia un elemento per cui non possiamo votare questo ordine del giorno. Resta, secondo me, una questione che dobbiamo ricavare da questo ordine del giorno, cioè la preoccupazione nostra, come ente di coordinamento, di tutela, di valorizzazione del nostro territorio provinciale, che comunque atti anche di altri non vadano a recare un danno sul nostro stesso territorio. Qui leggo una questione che, se fosse vera, sarebbe un elemento di discussione, quella della fascia di rispetto del sito che dovrebbe entrare anche nel territorio della nostra provincia. Quindi dico che quest’ordine del giorno è da rigettare, così come è stato impostato e per le cose che ho detto, sia nel merito e sia nel metodo, cioè il giudizio su un atto politico di un’altra istituzione, però deve essere recuperata questa preoccupazione. Credo quindi che l’Esecutivo, l’assessore all’ambiente, il Presidente dovrebbero prendere atto e assumere questo onere di verificare e avviare una discussione con la Provincia di Ancona per vedere insieme se sono rispettati quei criteri oggettivi che erano stati individuati, se è vera questa questione della fascia di rispetto e trovare insieme una giusta contemperazione degli interessi. COMMENTO: E cosa hanno fatto in tal senso i nostri amministratori, caro capogruppo PD Montesi??? La mega-discarica di Filottrano a confine con Cingoli, da circa 3 milioni di tonnellate di rifiuti tal quale, sta andando avanti nella progettazione eccome…. (Escono i consiglieri Parrucci e Salvucci: presenti n. 20) PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Maggini. Mauro MAGGINI. Ho ascoltato con molta attenzione l’intervento del consigliere Giorgi, come quelli dell’assessore Migliorelli e del consigliere Montesi. Da un lato qui ci sono degli elementi che sicuramente, per quello che riguarda l’esposizione del consigliere Giorgi sono molto convincenti. D’altro canto ce ne sono altri che invece rigetto totalmente, in particolare quando si dice che le discariche “possono essere evitate con la termovalorizzazione, tecnica che, studi alla mano, oltre ad evitare il rovinoso impatto ambientale, permetterebbe un guadagno sicuro in termini energetici per le comunità amministrate”. Questo, secondo me è semplicemente falso. Infatti abbiamo visto che in tutti i luoghi in cui, in Italia, abbiamo dei termovalorizzatori, cioè degli inceneritori — chiamiamoli con nome e cognome — i livelli di determinati inquinanti, a cominciare dalla diossina, sono molto alti, relativamente alti, considerando che la diossina è una sostanza chimica che si accumula. Vorrei ricordare anche un altro aspetto: che l’incenerimento dei rifiuti è la faccia contraria ed è inversamente proporzionale alla raccolta differenziata. Questo lo vediamo in maniera evidente, sia in città italiane come Brescia, sia in città estere come Amsterdam. Infatti, proprio perché ci sono degli impianti di incenerimento che per poter avere senso debbono trattare una altissima quantità di rifiuti, se questi rifiuti vengono raccolti in maniera differenziata e quindi utilizzati in altro modo — in particolare riciclati — ecco che viene a mancare la materia prima. Quindi, addirittura si arriva al paradosso che viene scoraggiata la raccolta differenziata, altrimenti non c’è sufficiente materiale da bruciare nell’inceneritore; L’argomento della cosiddetta termovalorizzazione, mi pare quindi da non prendere neanche in considerazione. Poi vorrei fare al consigliere Giorgi la stessa domanda che gli ha rivolto l’assessore Migliorelli: il Comune di Cingoli sarebbe disposto ad avere nel proprio territorio, ammesso che fosse possibile, un incenerimento? Si dice, nell’ordine del giorno: “l’autonomia — e qui sono pienamente d’accordo — è quella particolare prerogativa di cui godono gli enti pubblici locali, che consente l’esercizio del potere, la determinazione del proprio indirizzo politico-amministrativo in posizione indipendente rispetto allo Stato e agli altri enti territoriali intermedi, pur nell’ambito della legge”. Basta che pensiamo a quello che sta succedendo oggi in Val di Susa, dove si vuole imporre ad ogni costo una scelta, purtroppo da un’Amministrazione regionale che è di centro-sinistra ma con l’avallo di tutti i partiti, ad eccezione dei Verdi e di Rifondazione comunista e con la totale contrarietà di quelle popolazioni che hanno portato argomenti molto efficaci ed efficienti, proprio per negare questo tipo di lavori che sono ad altissimo rischio. Quindi non si può dire in un caso sì e in un caso no: io sono d’accordo che in tutti i casi debba esserci questa economia, quindi si tratterà di valutare ulteriormente questo aspetto. E’ chiaro comunque che il discorso, come è stato detto anche dal consigliere Montesi, dovrà essere affrontato insieme alla Provincia di Ancona, altrimenti succede come per le centrali nucleari: la centrale nucleare di Barsebeck, in Svezia, sta a pochi chilometri da Copenhagen, però gli svedesi sono un popolo intelligente e hanno previsto di eliminare tutte le centrali nucleari entro il 2016. In Italia, dove ci sono dei beoti che credono di capire tanto, invece, si sta ancora nientemeno che riparlando dell’energia nucleare bocciata a furor di popolo nell’anno 1987. Lo stesso discorso vale per tanti altri casi: si va sempre al confine, in maniera che si dà sempre più fastidio all’altro che a se stessi. La centrale che c’è nella Repubblica Ceca è vicina a Vienna. Questo ordine del giorno del consigliere Giorgi, mi sa un po’ di “effetto nimby”, cioè not in my back yard, “purché non sia nel giardino di casa mia”. Le discariche non le vuole nessuno, gli inceneritori non li vuole nessuno, anche se abbiamo testé appreso che il consigliere Giorgi sarebbe d’accordo. Neanche le centrali eoliche le vuole nessuno, figuriamoci quelle nucleari. La conclusione di tutto questo discorso è che il mio sarà un voto di astensione. PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi dichiaro chiusa la discussione. In sede di Commissione affari istituzionali — il capogruppo Montesi può convenire — avevamo invitato il Presidente del Consiglio Ramadori a prevedere la dichiarazione di voto nelle more dell’approvazione del nuovo regolamento, soprattutto quando si tratta di discussioni importanti, quindi, se non c’è contrarietà, darei la parola al consigliere Giorgi per delle precisazioni. Giorgio GIORGI. Ricordo che compito nostro è di tutelare la popolazione della provincia di Macerata. Avete tutta questa paura di fare una battaglia contro Ancona? Non è una “battaglia”, se non vi piace chiamarla così…. In questa planimetria vedete il limite del confine amministrativo della provincia di Macerata: questi due siti stanno praticamente a confine, quindi i due chilometri della fascia di rispetto vanno per un chilometro e mezzo dentro il territorio del comune di Cingoli e voi avete paura di votare un ordine del giorno. Lasciate stare le premesse, su quelle potremmo fare dei dibattiti, posso cancellare la termovalorizzazione, ma ci sono altre soluzioni, se ne possono studiare altre. Non dico che Cingoli è contraria a ospitare un inceneritore nel suo territorio, dico che Cingoli, in coerenza con gli indirizzi espressi nella comune battaglia con Filottrano e Osimo, non vuole essere invasa nell’autonomia. Anche come Provincia di Macerata — parlo di Amministrazione, di maggioranza — di fronte a un atto del genere della Provincia di Ancona, che vi piazza due siti potenziali di maxi discariche e va tutto bene? Perché non se li portano verso Ancona, invece di darceli nell’entroterra? Ve li piazzano a pochi metri dal confine provinciale e voi avete paura di votare un ordine del giorno? Contro che cosa? Non è contro alcuno, è “per” un qualcosa, per una battaglia concreta a favore di un territorio, di un comune di questa provincia. Se è un comune di serie B ditelo chiaramente, perché è questo, come ho detto anche in altre occasioni. Si dice solo che si prende atto dell’assoluta indisponibilità ad ospitare nei confini del territorio provinciale di Cingoli una maxi discarica per 250.000 abitanti. Non c’è nessun atto di prevaricazione rispetto ad Ancona, anzi sono stati loro che, prima di fare uno studio puro e semplice da parte di grossi “professoroni” dell’università di Ancona, potevano sentire la Provincia di Macerata, chiedendo “cosa ne pensate?”. Come al solito siete subordinati alla politica di Ancona, siete subalterni a una politica “anconacentrica” anche con questa posizione che assumete oggi e non tutelate la popolazione che fa parte di questa provincia. Ci sono oltre 200 residenti, ma ci sono anche aspetti turistico-ricettivi importanti, perché il Centro Vacanze Verdeazzurro ha 70.000 presenze l’anno, di turisti soprattutto stranieri. Ci sono inglesi e olandesi che comprano in queste colline. Vedete voi, io mi appello alla coscienza di ciascun singolo consigliere. Leggete l’oggetto dell’ordine del giorno, lasciate perdere le premesse, che non sono neanche polemiche, richiamano soltanto alcuni atti come il Ptc. Io ero presente quando è stato votato il Ptc Montesi, tu non c’eri. Si dichiara l’assoluta indisponibilità e la totale contrarietà del Consiglio comunale di Cingoli ad ospitare la discarica. Io prendo atto di questa vostra posizione e trasmetto l’ordine del giorno alla Provincia di Ancona. Che cosa ho chiesto in più e che non va al Consiglio Provinciale di Macerata? PRESIDENTE. Pongo in votazione il punto 16 dell’ordine del giorno. Il Consiglio non approva con 10 voti contrari, 7 favorevoli (Blarasin, Stefoni, Bottacchiari, Giorgi, Pettinari, Carassai e Marcucci) e 3 astenuti (Maggini, Riccioni e Vitali) COMMENTO: Se i vari consiglieri della PDL (Lattanti, capogruppo F.I., Speranza, capogruppo AN, Giaconi, Chiaramoni e Parrucca, almeno in 4, fossero stati presenti tra i votanti, l’Ordine del Giorno sarebbe passato…. Notare invece la compattezza e la serietà dell’UDC (3 consiglieri su 3 presenti e votanti!) |