Amm. Comunale
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MACERATA - Gruppo consiliare U.D.C. | AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI MACERATA - Gruppo consiliare U.D.C. |
|
|
|
| lunedì 30 giugno 2008 | |
|
MOZIONE (art. 12 vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Provinciale e delle Commissioni Consiliari) IL CONSIGLIO PROVINCIALE Richiamati: - il Piano Provinciale dei Rifiuti approvato dal Consiglio Provinciale di Macerata nel Dicembre 2000; - lo studio commissionato dall’Amministrazione Provinciale di Macerata all’Università degli Studi di Ancona - Dipartimento di Scienze dei Materiali e della Terra inerente la caratterizzazione utile alla localizzazione ottimale di impianti di smaltimento R.S.U., trasmesso al Comune di Cingoli, in data 07.09.2001; - la mozione presentata dal sottoscritto consigliere provinciale nel 2001 avente ad oggetto: “la sospensione del procedimento di approvazione da parte della G.P. dello studio dell’Università di Ancona relativo all’individuazione delle aree idonee alla localizzazione ottimale di impianti di smaltimento rifiuti” (poi approvato con deliberazione di G.P. n. 345 del 26.10.2001), redatta sulla base delle seguenti motivazioni, ancora attuali e rafforzate dall’attuazione del Piano Provinciale Attività Estrattive di Macerata: n nell’individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti di cui allo studio sopra richiamato ve ne sono, su 9 aree idonee, ben 3 nel territorio comunale di Cingoli, che è prevalentemente montano ed economicamente svantaggiato, nonché sede di Comunità Montana, ove peraltro è assai difficile gestire tutti i servizi per i cittadini; n le popolazioni montane, già private di molti servizi essenziali, come quelle dei Comuni di Cingoli, Apiro e Poggio San Vicino, hanno uguali diritti delle altre, più fortunate da un punto di vista geografico e non solo doveri; n la Provincia non può invadere la competenza e ledere l’autonomia dei singoli Comuni e, pertanto, non può imporre delle scelte, ma “concertarle” con gli Enti interessati, attesi i suoi compiti di programmazione del territorio, coordinamento e assistenza agli enti locali facenti parte della Provincia, secondo il principio di sussidiarietà e del riequilibrio socio-economico del territorio provinciale; n l’autonomia è quella particolare prerogativa di cui godono gli enti pubblici locali che consente l’esercizio del potere e la determinazione del proprio indirizzo politico-amministrativo in posizione indipendente rispetto allo Stato e agli altri enti territoriali intermedi, pur nell’ambito della legge; n il Consiglio Comunale di Cingoli, nella seduta del 29.06.2001, con lo studio dell’Università di Ancona ancora in itinere, aveva chiaramente espresso l’indirizzo politico-amministrativo di rifiutare categoricamente l’eventuale dislocazione di una discarica nel territorio comunale di Cingoli, in quanto sede di Comunità Montana, caratterizzata da “emergenze” ambientali (es: dissesti idro-geologici) e da una consolidata naturale vocazione turistica; n in particolare, nello studio dell’Università di Ancona vengono utilizzati dati che si afferma “dichiarati” dal Comune. Gli stessi, in realtà, sono stati meramente trasmessi dal Sindaco, benché forniti esclusivamentedalla Provincia di MC, che li ha dedotti , per quanto risulta allo scrivente, da elaborati del PRG in adeguamento al PPAR, che la stessa Provincia ha definito come inesatti, imprecisi e incompleti; n lo studio in questione appariva all’epoca (e oggi ancor di più) inadeguato al territorio esaminato, in quanto mostra la macroscopica carenza di un’analisi dell’accessibilità dei siti individuati a livello di viabilità intercomunale, limitandosi ai soli aspetti locali e non tenendo in alcun conto il fattore costi-benefici, legato ai trasporti e alle comunicazioni a livello provinciale e regionale; n infatti, lo stesso Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Macerata, approvato dalla precedente Consiliatura e mai adottato, in modifica, da questa Amministrazione guidata da Silenzi, non prevede nuove infrastrutture viarie, né potenziamento delle esistenti che interessano il territorio comunale di Cingoli, anzi riserva per il medesimo un trattamento assolutamente “protezionistico” dell’ambiente e senza alcuna previsione di sviluppo produttivo o infrastrutturale; n sempre il P.T.C. non prevede, nel caso di specie, insediamento di discariche di appoggio all’impianto del CONSMARI per il comune di Cingoli, né altro tipo di impianto di smaltimento, riciclaggio o trattamento, in quanto zona dell’entroterra maceratese a prevalente vocazione turistica, ambientale e paesaggistica; n pertanto, lo studio de quo, qualora fosse funzionale all’attuazione del piano provinciale di gestione dello smaltimento dei rifiuti, potrebbe anche configurare un danno economico per la Provincia stessa. Detto piano prevede, infatti, l’individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti urbani, sulla base delle previsioni del P.T.C., sentiti i Comuni, ai sensi degli artt. 4 della L.R. n. 28 del 23.10.1999 e 20 del D.Lgs. n. 22 del 5 febbraio 1997. Il P.T.C. approvato dall’Amministrazione Provinciale, invece, non ha previsto alcunché in materia di rifiuti per il Comune di Cingoli, né ha tenuto in debito conto quanto prescritto dall’art. 1 D.Lgs. n. 22/1997, che prevede tra le sue finalità quella di “contenere e razionalizzare i costi di gestione del ciclo dei rifiuti tramite interventi che, nel rispetto della protezione ambientale, garantiscano l’efficienza, l’efficacia ed economicità delle azioni”; Considerato che, in data 26.05.2008, dopo aver perso anni per individuare un sito idoneo (ricordate la disponibilità prima data e poi, con il cambio di amministrazione e la nascita di comitati cittadini, negata dal Comune di Camerino?) e sotto la minaccia di commissariamento da parte del Presidente Silenzi, il COSMARI ha deliberato di: “dare mandato al Presidente e al C.d.A. del COSMARI di procedere, con la massima celerità (sic!) a porre in essere tutti gli atti necessari per la progettazione e la realizzazione della prossima discarica di appoggio a quella di Piane del Chienti nel sito del Comune di Cingoli, in Loc. Fosso Mabiglia”, secondo un determinato crono-programma e mediante la conclusione di un apposito Accordo di Programma; Rilevato che il suddetto sito si trova in zona vincolata ai sensi della Legge n. 431/85 (c.d. legge Galasso), in ambiti di tutela “integrale” stabiliti dal PPAR, con corsi d’acqua di classe 2^ e 3^ e crinali di classe 2^, a 500 metri da agriturismi e aziende agricole di alta qualità, dalla frazione Botontano (in cui vi è anche la villa storica - dimora storica con parco - oggi agriturismo della famiglia Castiglioni, che ha dato i natali al papa cingolano Pio VIII) e a poco più di 2 km dall’importante struttura turistico-ricettiva del centro vacanze “VerdeAzzurro” di S.Faustino, con 45/50 milioni di euro di investimenti, unica nel suo genere per la nostra Provincia; oltre tutto, dovrebbe essere ben conosciuto lo stato di “calvario per la viabilità” in cui versa la S.P. Cingolana, che sopporta anche il costante transito dei camion da e per le cave situate nel territorio e autorizzate sulla base del regolamento attuativo PPAE nel frattempo intervenuto (Cingoli ha più del 70% dei siti estrattivi della ns. Provincia): sovraccaricando il rilevante traffico pesante con i mezzi che andranno ad “abbancare” i rifiuti, verranno esasperati i disagi per gli automobilisti e per gli abitanti delle popolose e importanti frazioni di Troviggiano e Grottaccia; pertanto, Cingoli, in termini di contributo ambientale ha dato e sta dando tantissimo rispetto ad altre realtà della ns. Provincia, senza peraltro ottenere adeguate “compensazioni”, il nostro paesaggio è tra i più belli della Regione, ma la “scellerata” politica provinciale lo sta trasformando in un “immondezzaio” senza precedenti, alla faccia dello sviluppo eco-sostenibile tanto proclamato e alle politiche di sviluppo turistico legate all’ambiente e alle sue peculiarità: intere montagne stanno scomparendo inesorabilmente, compromettendo gravemente gli eco-sistemi naturale ed ora andiamo ad aggiungere una discarica, che appesantirà in maniera inaccettabile, il già gravoso tributo in termini ambientali che il Comune paga; Richiamati la legge statale n. 146/1994, il D.P.R. n. del 12.04.1996, il decreto del Ministero dell’Ambiente 01.04.2004 e regionale n. 7/2004 (come modificata e integrata dalla L.R. n. 6/2007) che disciplinano la V.I.A. e la V.A.S. le cui procedure, in questa sede, devono necessariamente essere avviate in questa fattispecie obbligatorie; Ravvisati diversi profili di legittimità nella suddetta deliberazione e, in particolare, i vizi dell’eccesso di potere e della violazione di legge per erroneità dei presupposti e travisamento dei fatti, illogicità manifesta e carenza di motivazione, nonché per disparità di trattamento e ingiustizia manifesta, in quanto i primi due siti in graduatoria (approvata con deliberazione di G.P. n. 345/2001) per la localizzazione ottimale della discarica erano quelli del Comune di S.Severino Marche e non è vero che in quel territorio comunale è sconfinata l’attuale discarica di Tolentino, in contrada S. Lucia e, quindi, non ospita neanche marginalmente, nel proprio territorio, dal 1994, nessuna discarica; Rammentato, pure, che è ancora concreto il rischio della realizzazione della discarica della Provincia di Ancona a Filottrano, comune confinante con Cingoli (assai vicina ai nostri confini territoriali) per la quale l’Amministrazione comunale cingolana ha già fatto ricorso al TAR e contro la cui ipotizzata realizzazione è stata presentata dal sottoscritto consigliere un’altra analoga mozione datata 16.12.2005; In conclusione di questo O.d.G. si vuol anche fare un’ultima riflessione tecnico-politica sulla gestione negli ultimi anni della problematica dei R.S.U. troppo incentrata, nella nostra Provincia, sulle discariche di appoggio. Nei fatti, il nostro sistema di smaltimento dei rifiuti è fortemente dipendente da queste strutture e la tecnologia messa a disposizione dell’impianto consortile è ormai superata o quantomeno inadeguata. La positiva operazione di riattivazione della vecchia discarica di Potenza Picena non ha dato comunque i risultati dovuti: la struttura abilmente impostata sotto il profilo tecnico, non è stata sfruttata per le sue vere potenzialità come si sarebbe potuto e dovuto fare. Lo stesso errore si è rifatto nella riapertura della discarica di Tolentino. Logiche politiche di basso profilo e sotto il ricatto del consenso elettorale hanno ancora una volta prevalso sugli aspetti gestionali e tecnici. Basti pensare che ad oggi abbiamo nella stessa vallata un versante, quello relativo alla vecchia discarica di Tolentino, perfettamente strutturato, mentre nel versante opposto la vecchia discarica di S.Severino chiaramente in debito tecnologico. Si poteva avere una condizione ottimale di struttura, senza la necessità e l’attuale affanno di ricercare nuovi siti. Il limite vero del COSMARI è nella politica quindi, un limite che prevarrà in ogni identificazione del sito fino addirittura a mortificarne le particolarità tecniche e operative…Sarebbe opportuno avere un soggetto di riferimento gestionale, svincolato da logiche politiche, tipo un Commissario ad acta che prenda in mano la situazione dal versante giusto, cioè la riconversione dell’impianto tecnologico, al fine di evitare, come in questi anni, il grottesco “balletto” sull’individuazione dei siti per lo smaltimento dei rifiuti. Visti il T.U.E.L. e la L.R. n. 28/1999 che disciplina, a livello regionale, la materia dei rifiuti in attuazione del D.Lgs. n. 22 del 5 febbraio 1997 (c.d. Decreto Ronchi) già richiamato, oggi modificato e confluito nel D.Lgs. n. 152/2006; Richiamati i principi fondamentali dell’ordinamento degli enti locali di sussidiarietà e di autonomia (artt. 3 e 4 T.U.E.L.), nonché i criteri di equità e riequilibrio socio-economico del territorio provinciale; con la presente MOZIONE: impegna il Presidente della Provincia e la Giunta Provinciale, a prendere atto dei profili di illegittimità della deliberazione dell’Assemblea del COSMARI assunta in data 26.05.2008 sopra indicati e fare propria, per quanto di competenza, l’assoluta indisponibilità e la netta contrarietà dell’intero Consiglio Comunale di Cingoli ad ospitare nel territorio comunale una discarica di appoggio all’impianto del CONSMARI in quei siti oggetto dell’inattuale studio commissionato nella precedente Consiliatura, ben 8 anni fà, per i motivi sopra esposti e sempre concertando le prossime azioni con tutte le forze politiche locali e condividendo le future scelte con la popolazione interessata. Si fa presente, sin da ora, che l’attuale decisione del COSMARI e ogni altra successiva e consequenziale imposta in tal senso al Comune, verranno impugnate dall’Amministrazione Comunale di Cingoli e dai privati co-interessati, gravemente lesi nei loro diritti fondamentali, ad ogni livello legale per la tutela dei legittimi interessi della collettività amministrata, che verrà adeguatamente sensibilizzata e mobilitata ad ogni forma di “lotta” democratica in tal senso. Cingoli - Macerata, lì 29 Maggio 2008 IL CONSIGLIERE PROVINCIALE PROPONENTE (Dott. Giorgio Giorgi) |
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|