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Il neosindaco Filippo Saltamartini a qualche giorno di distanza dalle votazioni PDF Stampa E-mail
giovedì 11 giugno 2009

Filippo SaltamartiniÈ Senatore della Repubblica e a Cingoli, nella sua città natale, aveva scelto qualche mese fa di candidarsi a Sindaco certo, con la sua esperienza istituzionale e sociale, di poterla risollevare dandole il respiro del Partito popolare Europeo con alcuni amici dell’UDC e della Destra. E certo che la sua squadra avrebbe dovuto essere fresca e competente, rappresentante la nuova classe dirigente - una lista fatta quindi di professionisti, imprenditori, dipendenti, artigiani, operai e giovani, oltre che di alcuni consiglieri dalle comprovate esperienze amministrative. E in rapporto, forte della sua rappresentanza politica e istituzionale, di concreta collaborazione con il Governo Nazionale e con le altre Amministrazioni locali, perché solo così ci sarebbe potuto essere un rinnovamento vero. E i suoi concittadini gli hanno dato fiducia, sostegno, calore. È così che Filippo Saltamartini chiude la campagna elettorale con la mano sul cuore e l'inno d'Italia, la sera del 5 giugno, e il 6 e il 7 fa uscir di casa 3455 cingolani, a votarlo.

E, a furor di popolo, vince (col 51% del 6759 voti validi) sugli altri candidati, Giuseppa Salomoni, da cui si distacca di quasi 2500 voti, e il sindaco uscente, Gianfilippo Bacci, che si ferma a 2228 preferenze, quasi 1000 in meno rispetto al 2004.  In otto seggi su nove, straccia i suoi concorrenti: quasi un plebiscito!

"Un risultato esilarante - commenta il neosindaco - un cambio della guardia storico che coinciderà con la svolta vera in temi di sicurezza, lavoro, sviluppo, turismo, cultura e famiglia sul nostro territorio".

Un’anima nuova per Cingoli. Un ribaltone politico, si potrebbe anche dire, con la vittoria  di Franco Capponi, candidato di centrodestra e Udc, e oggi nuovo presidente della provincia di Macerata, dopo 15 anni di potere locale al centrosinistra, in quelle marche Marche che hanno storicamente cuore moderato non rosso, e che sono state anche roccaforti di governi democristiani.

"Sul punto più alto di Cingoli - aveva detto il senatore candidandosi a sindaco per il Pdl - vogliamo issare la nostra bandiera emblematica per la provincia e per riconquistare le Marche".


Desiderio realizzato, visto che il popolo marchigiano ha scelto anche con lui di voltare pagina, e di portare il Pdl a essere primo partito nelle Marche.


"So - conclude il Sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini - che la situazione non è facile per i tagli imposti dalla crisi alla spesa pubblica, per le famiglie e l'economia, per il turismo mal organizzato e le nostre risorse più vere mal sfruttate. Ma so anche che la motivazione è cambiamento e orgoglio di essere di Cingoli. È ora di rimboccarsi le maniche, ho messo anima e cuore, per toccare questa vittoria, coinvolgendo popolo e giovani".

E, con ancora negli occhi la felicità per un risultato che va oltre le pur ottimistiche previsioni, a chi gli dice che c'era da aspettarselo, vista la gran partecipazione della gente ai suoi incontri - il doppio rispetto alle presenze degli altri candidati, a volte perfino il triplo - sorride: "Sono cingolano e voglio smentire il detto per cui nessuno è profeta in patria. Con la stessa anima e cuore con cui ho conquistato la fiducia del mio popolo, m'impegnerò affinché questa non sia delusa, e abbia il miglior riscontro a favore della collettività.  Siamo pronti, con i giovani e i cingolani di valore a portare avanti una nuova politica fatta di grande partecipazione, di confronto e dialettica: siamo pronti per le nuove Marche, la nuova Provincia di Macerata. E, soprattutto, siamo pronti per la nuova Cingoli, il Balcone delle Marche!".

 
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