In sede di discussione della proposta di Piano Pluriennale di Sviluppo presentata dalla Giunta al Consiglio Provinciale del 04.06.2008 PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Giorgi.
GIORGIO GIORGI. Da presidente della III Commissione debbo farmi un rimprovero: forse avrei dovuto chiedere di non portare oggi questo argomento, perché non è stato sviscerato ed approfondito sufficientemente. Quando ho ricevuto, come tutti i capigruppo, le delibere con l’approvazione della Giunta e da quel lasso di tempo — perché mi arrivano con dieci giorni di ritardo al domicilio — alla convocazione del Consiglio già era stata fatta la Conferenza dei capigruppo, abbiamo potuto fare una sola riunione, ringraziando l’assessore per la disponibilità, solo ieri pomeriggio.
Questo è il quadro. Dico ciò non per fare la solita polemica metodologica, ma perché oggi andiamo anche ad approvare un atto rispetto al quale mi chiedo: andiamo ad approvare un contributo alla definizione del programma pluriennale provinciale, oppure andiamo ad approvare il piano? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre un po’ tutti. L’ha detto anche Tomassucci, poc’anzi. Dicevi “mi ero tranquillizzato”, invece io mi preoccupo, perché andiamo ad approvare un contributo, quindi non abbiamo un piano. Se leggete l’oggetto della deliberazione, è “Programma pluriennale provinciale”, come dice l’art. 20 del Tuel, il titolo del lavoro, invece, è “Contributo alla definizione del programma sviluppo, competitività...” ecc. In questo documento istruttorio non viene richiamato — è un’altra cosa che mi dispiace fortemente — neanche il precedente PPP approvato dall’Amministrazione Pigliapoco, la cui procedura di approvazione è obiettivamente iniziata nel 1997. Va bene che Pigliapoco è cancellato dall’attuale Amministrazione Silenzi e forse è bene anche parlarne, come suggerisce il collega Pettinari, però in un documento istruttorio del genere — forse è una mia deformazione professionale — richiamare la precedente delibera di Consiglio provinciale che approva il programma precedente, adottato nel 1997, poi c’è stato il terremoto ed è stato approvato definitivamente nel 1999, sarebbe stato opportuno. Se io fossi stato il Presidente Silenzi, sarebbe stato uno dei primi atti che avrei portato, essendo un documento strategico fondamentale: si parla di indirizzi generali per la consiliatura, di bilancio di mandato, quindi anche di piano provinciale di sviluppo. Non si porta nel 2008, a 7-8 mesi dalle elezioni. Leggete l’atto 593 di Giunta del 2005, con il quale la Giunta ha deliberato di avviare la procedura per fare un piano e oggi andiamo ad approvare un contributo. Ma vi rendete conto di quello che fate da un punto di vista politico-amministrativo oppure io sono un “marziano”? A volte, mi pongo queste domande: nel 2005 deliberiamo di avviare la stesura di un nuovo programma pluriennale provinciale, nel 2006 affidiamo l’incarico all’università, facciamo passare un anno, avviamo la procedura, diamo l’incarico, 80.000 euro. Non ci basta: nel 2007 proroghiamo l’incarico, perché l’università non ha fatto in tempo a completare quest’opera, che, giova ripeterlo, è un contributo e non un piano. Oggi, estate 2008, ci portate questa proposta in Consiglio... (fine nastro) “...oltre a rappresentare una pregevole analisi teorica generale del sistema tecnologico maceratese, deve costituire un valido ed efficace strumento operativo a servizio del territorio, direttamente attuabile dalle parti sociali coinvolte, dai diversi operatori economici dei singoli settori produttivi, ciascuno per quanto di competenza”. Me lo auguro, ma non credo che questo sarà, perché, per la maggior parte, è un documento analitico-descrittivo. Se guardate la parte più descrittiva della relazione previsionale e programmatica che ogni anno con il “copia e incolla” ci allegano al bilancio, è uguale a questo documento, più o meno coincide: ci sono enunciazioni di principi, buone intenzioni, non tutte condivisibili, niente di nuovo rispetto a studi già fatti. Se leggete lo studio a monte, il business plan a monte della Quadrilatero, ci sono parti scopiazzate qua e là. Posso apprezzare il tavolo di concertazione, il nuovo PPS che con politiche integrate seguirà questo atto, come hai detto in Commissione, assessore, e per il bene della provincia qui mi auguro seguiranno progettualità strategiche e più operative. Hai parlato di questo e te ne do atto. Qui ne va della capacità progettuale di questa Amministrazione che ormai è agli sgoccioli, tuttavia e per noi fortunatamente, una Amministrazione che non ha dimostrato finora una grossa capacità progettuale. Un altro aspetto, i rapporti con il Ptc. Innanzitutto dovete prendere atto che il Ptc non è stato mai adeguato dall’Amministrazione Silenzi, pur avendo numerose pecche, come abbiamo detto tante volte. Ma la cosa più grave è che non è stata adeguata la programmazione commerciale e tu sei assessore allo sviluppo economico, quindi in questo ti tiro in ballo. Questo Ptc non è stato adeguato alla programmazione commerciale e oggi ci troviamo, in questo PPS, con strumenti rispetto ai quali mi sarei aspettato un maggiore coinvolgimento, una maggiore interazione con il Ptc che io non ho votato e che comunque esiste, anche se doveva essere adeguato alla nuova programmazione commerciale territoriale. “Terra delle armonie”, torna questo slogan che ricorderà qualche consigliere più anziano, dopo che Pigliapoco e lo stesso Silenzi l’avevano abbandonato. Era stato coniato dalla Giunta Sileoni, adesso torniamo con la “Terra delle armonie”, una visione d’insieme del nostro territorio. Però, in concreto non ho trovato un principio che la sottende e che è un cardine del nostro Statuto: il riequilibrio sociale ed economico tra le varie zone del territorio provinciale, “informando l’azione amministrativa al principio della programmazione” (art. 8 del nostro Statuto). In questo atto, trovate questo concetto di riequilibrio sociale ed economico del nostro territorio? L’ho posta anche all’assessore la domanda e mi ha detto “qualcosa c’è, aspettiamo le progettualità strategiche successive”; però obiettivamente qualcosa di più forte ce lo aspettavamo, perché anche quando parliamo di fotovoltaico che deve stare solo nella costa rispetto all’eolico che sta solo nell’entroterra, quella è una previsione troppo selettiva e non realistica ed efficace. Ripeto, da ieri ad oggi non abbiamo avuto tanto tempo per approfondire meglio, neanche come gruppo, però sono comunque riuscito a leggere qualche brano significativo. Per quanto riguarda la provincia di Macerata la maggior parte degli addetti è nel settore manifatturiero, più di ogni altra provincia marchigiana e questo è un fatto che deve far riflettere. Però l’evoluzione verso i servizi è sempre per un terziario che non sarà avanzato e questo è un problema che l’assessore in Commissione ha citato e che ci deve far riflettere. Un terziario di basso livello. Nel commercio c’è il calo delle imprese, degli addetti, però c’è una crescita occupazionale nel settore. Cosa vuol dire? Che aumenta la media e grande distribuzione, da noi più media che grande, perché non ci sono gli ipermercati. Però rimane anche qui un elemento di forte debolezza per il nostro sviluppo — e avrei voluto, su questo, una battaglia più grande di questo atto — sulla eccessiva polarizzazione “anconacentrica” anche per quanto riguarda il grande commercio, oltre che sulla sanità e su altri settori. Noi siamo troppo subordinati alla provincia di Ancona e anche in questo piano ciò emerge, perché non vedo slancio. Sull’innovazione, “scarsa propensione a destinare risorse al settore della ricerca e dello sviluppo”. Anche qui ho chiesto all’assessore: è coerente il tuo piano per la formazione ed il lavoro e sono coerenti le tue misure con questi punti di debolezza? Mi ha risposto di sì, adesso vedremo in concreto con i bandi. Però sono punti che devono far riflettere. Circa la competitività e l’innovazione delle imprese, spesso si demanda più alla Camera di commercio, ad altri organismi ed enti pubblici e privati. Dobbiamo fare di più, si può fare di più. Sui rifiuti, si parla di “raggiunto utilizzo della piena capacità produttiva dell’impianto di trattamento dei rifiuti”. Qui potrei intervenire e parlare per un’altra mezz’ora, però avremo tempo di farlo con l’ordine del giorno che oggi ho presentato. Il problema di fondo è che da una parte vogliamo uno sviluppo bucolico che ci può portare a un lento declino, dall’altra parte il rischio della modernizzazione a-territorializzata, cioè non ecosostenibile rispetto alle radici. Ma da questo documento non vediamo una linea strategica chiara e ben definita di questi due versanti del nostro potenziale sviluppo. Questo è un documento fatto bene sulla carta, ma troppo caratterizzato di enunciazioni di principio. Se poi andiamo a vedere, anche sulla governance si parla di zonizzazione omogenea del nostro territorio e non si dice come. Si parla del ripensamento, non del superamento della forma distretto, e non si dice che cosa. Si parla di eccessiva frammentazione dell’impianto amministrativo, ma non si parla dei comuni border-line tipo Cingoli che stanno con ex Asl nell’anconetano ma con questa Provincia e non Ancona, con il consiglio distrettuale maceratese, ma con il distretto scolastico della Jesino e quant’altro. Quindi ancora più frammentazione di quello che appare in questo testo. Su alcuni punti non si è neanche approfondito più di tanto e si è rimasti su un livello di “contributo”. Come per i nuovi rapporti fra pubblico e privato, in cui si prevede un ruolo più forte della Conferenza provinciale delle autonomie. Ma voi sapete che questo atto doveva essere sottoposto necessariamente alla Conferenza provinciale delle autonomie, che non ha mai raggiunto il numero legale? Quindi sarebbe utile prevedere la sensibilizzare i Comuni su queste tematiche della governance e della programmazione. Qualcosa non va in questa Provincia! Giulietti, tu sei stato assente per molto tempo ma la situazione è molto peggiorata. Se poi leggiamo dei rifiuti, non c’è quasi niente. Ci sono tre punti: “valorizzare le imprese locali mediante l’utilizzo...; favorire la creazione...”. Ma si vuol parlare di che cosa vogliamo fare del problema dei rifiuti? Vogliamo dire che il Cosmari è legato nell’operatività e ha il suo forte limite nella politica? Vogliamo scriverle queste cose, superare certi tipi di situazioni? Non si può ancora, dopo otto anni, dire che il Cosmari è efficiente. Otto anni per individuare una discarica di appoggio, e poi si va a individuare il “peggiore” fra tutte i siti potenziali. Questa è efficienza, secondo voi? Se poi parliamo di energia, se ne parla, è giusto avere attenzione per l’energia, ma il Pear non ci aiuta, lo dice l’assessore Salvi stesso. PRESIDENTE. Il suo tempo è terminato, consigliere Giorgi. GIORGIO GIORGI. Prego di farmi completare alcuni punti di riflessione, perché è un argomento abbastanza importante. Dicevo prima del solare termico sulla costa. Era meglio mettere “solare termico” e non fotovoltaico. Lo avrei capito di più costa-entroterra, in realtà il fotovoltaico si fa anche nell’entroterra. L’agenzia provinciale: voi scrivete “agenzia provinciale” e poi fate la “Società provinciale Enrico Mattei” che è un’altra cosa. Siamo purtroppo subordinati al Pear, dovevamo scriverlo. Chiediamo uno slancio con questo atto, che è un piano di sviluppo provinciale. Potevamo essere un po’ più propositivi, non solo analizzare, a livello di “contributo” i punti di forza e criticità del nostro potenziale SVILUPPO, che condivido; manca un discorso serio anche sulla coesione sociale. Non si parla più della legge 46/95 “Interventi in favore dei giovani e degli adolescenti”, si parla del “Forum della conciliazione”, un altro tavolo di allargamento, di chiacchiericcio, di chiacchiere varie. Cerchiamo di fare cose più concrete….Devo andare veloce perché il mio tempo è finito…. Viene lasciato troppo agli interventi senza cofinanziamenti regionali, ad es. il discorso degli aiuti agli immigrati nelle scuole. I Comuni vengono lasciati con i propri bilanci per integrare l’assistenza scolastica ai minori. La Regione non fa niente o quasi, la Provincia non ha competenza diretta, i Comuni hanno i bilanci sempre più corti e non possono fare tutto loro nel sociale. Quindi l’analisi doveva essere più “piccante” e profonda, anche qui. Come nel turismo. C’è un punto che condividiamo tutti, i tre ambiti di intervento, l’assetto istituzionale di governance del turismo, la qualificazione della ricettività, “Terre di Macerata”, non “Terra di armonie”, come un agglomerato e non solo come fornitura di servizi, la dotazione infrastrutturale al servizio del turismo, con la consapevolezza che va sviluppata una economia dell’immateriale, del tecnologico. Poi, vi invito a controllare quello che hanno fatto in questa materia: la Giunta ha dato l’incarico (assai costoso) al dott. Pietro Leoni, abbiamo steso questo bellissimo piano, successivamente è stato fatto un BANDO vergognoso, pubblicato solo dieci giorni. Io ho partecipato con degli operatori, abbiamo fatto riunioni, lavorato di notte per presentare dei progetti che purtroppo non hanno i tempi necessari per l’approfondimento. Quindi, si può pensare che questo sia un bando fatto per gli “amici degli amici”, ad arte, da questa Amministrazione. Di questo sono sicuro e lo vedremo nei risultati concreti e nelle graduatorie. E’ inutile che comperate mezza pagina del “Carlino” per proclamare il bando. Ed è anche inutile che sbuffi, Montesi, questa di cui sto parlando è una realtà. E’ stato pubblicato il 10 maggio e scadeva il 23 maggio. Sfido chiunque a fare una progettualità seria ed adeguata nel campo del turismo. Io l’ho fatta, l’ho presentata, lavorandoci di notte, insieme a degli appassionati operatori privati: vediamo in che posizione sarò, purtroppo, perché questa è la verità… Agricoltura biologica. Abbiamo detto che dobbiamo andare verso una scelta consapevole del consumatore….e ci sarebbero altri settori in cui intervenire ma non ho più il tempo…
Voglio concludere con le infrastrutture viarie. Si dice poco, si ripete pedissequamente “la programmazione in materia della Provincia”: la Mezzina, la superstrada Val Potenza… non è citata tuttavia la statale 78. Avrei messo la viabilità come obiettivo primario. Per esempio, ho preso a caso la Provincia di Treviso, forse il nord sarà più sviluppato di noi, ma è governata dal centro-sinistra e questo dimostra la mia buona fede in materia. L’obiettivo è di ridurre entro il 2010 del 50% il tasso di mortalità sulle strade. Ve li ponete mai questi problemi? Ogni anno, in sede di discussione del bilancio previsionale, io vi dico che aumentano le morti sulle strade, ma, nei fatti, poi ce ne sbattiamo. Hanno realizzato, a Treviso, oltre 220 rotatorie, finanziate dalla Provincia, oltre agli svincoli e alle bretelle realizzate in tutta la viabilità per migliorare la sicurezza dei cittadini. Lezioni strategiche nelle scuole, coinvolgendo più di 80.000 studenti. Questo come investimento sulla viabilità e la sicurezza della circolazione stradale. Qui non trovo niente di tutto ciò. Noi conciliamo bene, collega Tomassucci, il ritmo “veloce” con il ritmo “lento” dello sviluppo, perché siamo lenti anche nel ritmo veloce, questa è la realtà! Siamo lenti nella programmazione, non c’è uno scatto d’orgoglio, non c’è un qualcosa di nuovo, non c’è niente di forte e significativo, dal 2005 avete avviato questa procedura e oggi ci presentate una enunciazione di principi, bella da leggere, con tante cose che noi non condividiamo, ma tante belle parole che credete di far vostre. E questo lo chiamate un programma per lo sviluppo a 360° di questa Provincia? Oltretutto, l’Università, che è molto più corretta di voi, nel titolo ha scritto “contributo”. Voi lo approvate come Piano, noi di certo NO. PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Lattanzi. |