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OdG sulla sicurezza dei cittadini nel maceratese PDF Stampa E-mail
lunedì 14 gennaio 2008
O.d.g. redatto dal consigliere di minoranza Giorgi e dal consigliere di maggioranza Montesi, in nome e per conto di tutti i gruppi consiliari: 
 
Per tradizione e cultura il contesto sociale maceratese si può considerare nel suo insieme portatore di valori positivi.

I modelli culturali che vive, i valori a cui fa riferimento, le risorse umane, produttive e finanziarie di cui dispone, sono elementi essenziali per l’intero sviluppo civile e sociale delle Marche e anche di tutto il Paese.

Complessivamente, quindi, si può affermare che la Provincia di Macerata rappresenta un modello sociale ancora valido, sano e da salvaguardare con attenzione.

Tuttavia, per far permanere tale modello, non si può fare affidamento soltanto sulla presunta armonia e sulla reciproca integrazione delle storiche componenti sane ma, per scongiurare i livelli di degrado di altre realtà, è necessario invertire l’attuale e pericolosa tendenza di considerare la criminalità come qualcosa di tipico ed esclusivo di alcune regioni e quindi, qualcosa di estraneo alle nostre realtà.
Chi negli ultimi anni ha provato ad analizzare il crescente sentimento di insicurezza dei cittadini, allo scopo di individuare ed eventualmente proporre efficaci strategie di intervento che potessero andare oltre la semplice proposizione di ricette semplicistiche basate solo sulla repressione, ha ben compreso che l’analisi deve presupporre :

  • la cultura della legalità;
  • le nuove politiche del lavoro;
  • l’immigrazione;
  • l’esigenza della certezza della pena
  • i rischi sociali derivanti della insicurezza
  • l’apparato addetto alla sicurezza

SICUREZZA DEI CITTADINI

Per essere vicini alle esigenze dei cittadini, si deve partire dall’assunto che il problema della sicurezza va inquadrato nell’ottica più generale dei diritti.

Il diritto alla sicurezza, così come il diritto alla salute o il diritto alla formazione, alla libertà personale ecc., è uno dei pilastri fondamentali sul quale si basa qualsiasi sistema che si voglia definire civile e democratico.

Sicuro è un contesto sociale accogliente, disposto all’integrazione, che protegge le persone, che è attento alle esigenze delle famiglie, che salvaguardia le culture ed i beni, che promuove legalità, e quindi un contesto che protegge e allo stesso tempo è in grado di stimolare le potenzialità individuali.

Per ottenere questo risultato, la sicurezza dei cittadini, non può essere delegata alle sole forze di Polizia o al fattore prettamente repressivo. Richiede una integrazione funzionale di tutte le “componenti sane della società civile”, quali le rappresentanze istituzionali, la Magistratura, le Forze di Polizia, le Autorità centrali e quelle periferiche, le Autonomie Locali, il Sistema Scolastico, le Associazioni di volontariato, le Associazioni sindacali, le rappresentanze in genere, che nel rispetto delle singole peculiarità, siano in grado di indirizzare e coordinare tutte le energie ed usarle per favorire più sicurezza e coesione sociale.,

Un sistema quindi che sappia resistere alle tentazioni di soluzioni demagogiche e temporanee, dettate spesso dall’emotività popolare che, sappia trovare la forza di studiare e proporre soluzioni durature, tese a rafforzare l’incisività dello Stato e modellare il sistema ai cambiamenti sociali naturali.

RINNOVATE POLITICHE PER LA SICUREZZA

Per ridare fiducia alla popolazione e non farla essere vittima di paure a volte vere ed a volte solo percepite, è necessario mettere in campo innovative e comuni strategie di intervento basate principalmente su un concetto vero di prevenzione.

Il fenomeno sociale dell’ insicurezza dei cittadini è indubbiamente un aspetto rilevante della società Italiana e Macerata non è assolutamente esclusa.

E’ necessario saper realizzare quindi progetti articolati e coraggiosi che passano attraverso un impegno di tutte le Istituzioni (Comuni, Provincia, Regione), del mondo della scuola e del volontariato e nel quale la Provincia assuma un ruolo di coordinamento territoriale.

  • Mettere i cittadini al centro e aumentare la partecipazione perché si possa operare con il confronto e la loro fiducia, ma anche per valorizzare al meglio le risorse locali.
  • Confrontarsi con i Comuni per l’Istituzione nei Comuni di un assessorato o delegato alla sicurezza, mediante una apposita seduta della Conferenza Provinciale delle Autonomie.
  • Considerare la programmazione territoriale, e urbanistica, uno strumento primario che condiziona lo sviluppo di un territorio ed è il primo fattore positivo o negativo della coesione sociale.
  • Evitare di far diventare la sicurezza un tema di strumentalizzazione politica
  • Caratterizzare le strategie di sicurezza improntate al massimo impulso dell’ informativa, alla penetrazione nel sociale, alla collaborazione dei cittadini, anche con convegni e/o incontri pubblici di varia natura a scopo divulgativo sulla prevenzione dei reati più comuni di criminalità diffusa.
  • Coordinare le istituzioni locali, e magari compartecipare finanziariamente per la creazione di opuscoli esplicativi comuni e altre attività di tipo preventivo, quali la Formazione specifica per gli operatori del settore e incontri per prevenire le truffe alla popolazione in collaborazione con la Questura.
  • Coinvolgere, insieme ai Comuni le Istituzioni scolastiche per arrivare a parlare con il mondo studentesco e giovanile
  • Creare una consapevolezza comune attraverso una giusta informazione.
  • Promuovere tramite i Comitati per la Sicurezza azioni di effettivo coordinamento tra le Forze di Polizia di Comuni limitrofi e soggetti vari non ultimi gli Enti Locali.

Massimo Montesi


Giorgio Giorgi
 
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