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MADONNA DEL ROSARIO (1539) - Chiesa di San Domenico di Cingoli PDF Stampa E-mail
venerdì 04 aprile 2008

La Madonna del Rosario di Cingoli è ascrivibile al secondo soggiorno marchigiano del Lotto.
L'opera venne commissionata dalla locale Confraternita del Rosario che aveva sede nella chiesa di San Domenico. Lotto riconduce ad una unitarietà di rappresentazione una sequenza di avvenimenti.

La composizione centrale è inserita in un ambito spaziale preciso delimitato da un muretto di attoni con una spalliera di rose rampicanti. Le figure della Madonna e dei Santi che la circondano ono impostate in forma piramidale, sfruttando le diverse altezze dei puttini, dei personaggi inginocchiati e di quelli stanti. Punto focale è costituito dalla testa della Vergine cui fa da corona la triplice fila di medaglioni formati da cinque tondi ciascuno con i Misteri del Rosario.

Quando Lorenzo Lotto venne chiamato a dipingere la pala del Rosario di Cingoli la sfida non era tanto quella di trovare dei riferimenti iconografici per ciascun tema dei Misteri, quanto di comporli in una struttura compositiva unitaria. Si trattava in breve di ricondurre a unità di rappresentazione una sequenza di avvenimenti che tutti insieme compongono una storia, ma che si svolgono in scomparti separati. Lorenzo Lotto scelse la sacra conversazione, come tema della rappresentazione centrale inserita in un ambito spaziale preciso: il muretto di mattoni sbrecciati, la spalliera di rose rampicanti, la griglia di sostegno del pergolato di legno e canne, la luce serotina e dorata.

Questa ambientazione naturalistica, dilatata fino a occupare tutto lo spazio del quadro, trova composizione geometrica nella forma piramidale imposta alle figure. L'attenzione del Bambino e della Madonna è equamente distribuita ai due gruppi di santi. Con gesto contenuto e un lieve reclinare del capo la Madonna consegna il rosario a San Domenico, mentre il Bambino si slancia dalla parte opposta verso Sant’Esuperanzio. Tanta vivacità non distoglie Santa Caterina dal considerare un po' perplessa il gesto gentile dell'angioletto che le offre una rosa facendosi strada tra gli ingombranti paramenti del santo vescovo.

Un omaggio cortese che ci si aspetterebbe rivolto non tanto alla massiccia monaca domenicana, quanto alla Maddalena che dalla posizione opposta lancia lo sguardo verso l'esterno: una figuretta elegante, con le mani sapientemente atteggiate e con i capelli ossigenati secondo la moda veneziana della prima metà del '500.

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