Cultura
Aperta la mostra d'arte "Studi di Lapis" | Aperta la mostra d'arte "Studi di Lapis" |
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| giovedì 10 aprile 2008 | |
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Ha aperto, in occasione della 16° Giornata FAI di Primavera, la mostra “Studi di Lapis. Modelletti e opere inedite di Gaetano Lapis” (1706 – 1773) allievo capacissimo di Sebastiano Conca. La mostra, visitabile nelle preziose sale di Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli , è incentrata su opere inedite a carattere profano rientrate in Italia a seguito di un recente acquisto da parte di un collezionista sul mercato U.S.A., nonché sui modelletti e bozzetti della grande pala della chiesa di San Giacomo di Cingoli a cui si aggiungono due modelli delle pale delle chiese conventuali cagliesi (di cui si erano perse completamente le tracce) ed il modelletto per la pala della chiesa dei padri Zoccolanti di Fossombrone. Una mostra non grande per Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli ma che segue l’esempio dei grandi musei anglosassoni che sanno alternare ai grandi eventi espositivi quelli cosiddetti ’minori’ (sotto il profilo finanziario) che invece sono delle autentiche chicche. Tra i pezzi che richiameranno grande attenzione sono quelli a carattere profano che a quanto pare costituiscono la genesi della fortunata serie dei cinque grandi dipinti con Storie dalla Gerusalemme Liberata commissionata nel 1730 a Roma ed oggi della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro. Sono pezzi che fanno luce sull’itinerario di questo artista che si conclude, pochi anni prima della sua morte, con la Nascita di Venere realizzata nel 1770 a Palazzo Borghese in Roma. Opera questa che per Stella Rudolph “lasciò un segno durevole sull’evoluzione della pittura romana dell’ultimo quarto del ‘700”. Facendo perno su quest’ultima esecuzione a carattere profano (Lapis apre la carriera e termina il suo percorso con opere profane) la Rudolph ritiene che, per capire la vicenda di Lapis, ci si debba affidare al Lanzi “il quale vedeva spessissimo proprio giusto e scrisse a proposito dell’artista che: ‘A Roma ne ha il Principe Borghese una Nascita di Venere dipinta in una volta con correzione di disegno e con grazia superiore di assai al nome che di lui rimane e niuno lo stimerà quanto merita, se non vede questo lavoro’”. Accanto alla mostra di Gaetano Lapis si affianca, sempre a Cagli, l’apertura della restaurata chiesa rurale di San Martino di Castellonesto, prebenda dei canonici della Cattedrale, con i suoi raffinati affreschi quattro-cinquecenteschi. La mostra, organizzata dal Comune di Cagli e dalla Soprintendenza PSAE delle Marche, rimarrà aperta al pubblico (chiusura il mercoledì) fino al 15 giugno. |
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