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La Biblioteca Comunale "Ascariana" di Cingoli
giovedì 14 giugno 2007

Storia


   Biblioteca Cingoli L’aggettivo Ascariana, che distingue questa biblioteca, deriva dal cognome del monaco silvestrino Giovanni Ludovico Ascari, al quale si deve la donazione che ne costitisce l’origine. Giovanni Ludovico, al secolo Giacomo, nacque a Mirandola, in provincia di Modena, nel 1680; entrato nella Congregazione silvestrina, fu affiliato, subito dopo la sua professione - avvenuta nell’anno 1722 -  al monastero di S.Benedetto di Cingoli dove, tranne brevi allontanamenti, rimase per tutta la vita. Sin da subito, contando su un ingente peculio privato, iniziò ad acquistare libri, venendo così ad incrementare notevolmente la piccola “libraria” che il monastero forse già possedeva.

   Nel 1745 un breve del papa Benedetto XIV, emanato su richiesta dello stesso Ascari, istituzionalizzò la raccolta, ne fissò le regole di funzionamento e in qualche modo ne segnò il futuro: la biblioteca sarebbe rimasta a Cingoli aperta al pubblico e qualora il monastero fosse stato soppresso la biblioteca sarebbe stata da intendersi donata e assegnata alla comunità civile cingolana.

   Così, dopo che i silvetrini furono costertti nel 1810 a lasciare il monastero di S.Benedetto in seguito alla soppressione napoleonica, il Comune, appellatosi al breve di Benedetto XIV, ne ottenne la consegna dalla Tesoreria pontificia.

   La biblioteca fu collocata nel palazzo Silvestri, allora sede dell’Accademia degli Incolti, che avrebbe provveduto alla custodia e alla apertura. Qui rimase fino al 1872 quando, essendo l’Accademia in via di scioglimento, il Comune ne affidò la gestione al seminario vescovile.

   Nel 1950 il Comune rivendicò il possesso della sua biblioteca, prevedendone la collocazione in alcune stanze del pubblico palazzo.

   Nel 1977 finalmente, in ottemperanza alla volontà del fondatore, la biblioteca Ascariana diviene proprietà comunale. Questa raccolta libraria - circa 3.000 edizioni - costituisce il più importante fondo antico dell’attuale biblioteca comunale.

 

Libri, lettori e biblioteche a Cingoli


   Al fondatore della biblioteca Ascariana si deve “il gesto munifico e illuminato di destinare all’uso pubblico la raccolta e l’idea di preservarne l’integrità assegnandone la proprietà, in caso di soppressione del monastero, all’ente pubblico cittadino”, introducendo a Cingoli, con grande anticipo sui tempi, il concetto di una biblioteca pubblica al servizio dei cittadini.

   L’Ascariana non fu, naturalmente, l’unica biblioteca di Cingoli.

   Oltre alle biblioteche dei conventi, dei monasteri e poi del seminario, meritano di esserne ricordate tre di grande interesse.

   Una pubblicazione del 1836 sui paesi dello stato pontificio menziona “le due [biblioteche] di Cingoli, una spettante ai Sig.ri Conti Raffaelli e l’altra al principe Filippo Castiglione fratello di Pio VIII”. Biblioteche private ma parzialmente aperte al pubblico, stando alla notizia che ne darà più tardi il Batoli nella sua guida di Cingoli del 1906.

   Risale al 1877 la creazione di una biblioteca circolante, voluta da un sodalizio di privati cittadini e mantenuta dalle quote mensili dei soci. Avrebbe distribuito e ritirato i libri “dalle nove e mezzo alle dieci e mezzo antimeridiane in tutti i giorni di domenica, eccettuati quelli cui ricorrono feste solenni”. Nel caso in cui fosse sciolta, i suoi libri sarebbero dovuti passare alla biblioteca comunale con il patto della restituzione qualora la Società si fosse ricostituita. Di questa biblioteca, della quale non resta che lo statuto a stampa, lo stesso Batoli afferma che nel 1906 era in fase di riordino.   Nessuno dei volumi della biblioteca comunale, nella quale secondo lo statuto sarebbe confluire il suo patrimonio in caso di scioglimento della società, ha restituito finora timbri, segnature o note di possesso che le possano essere riferiti, ma lo studio analitico del fondo antico non è ancora concluso.

   Alcuni timbri testimoniano invece l’esistenza, a partire presumibilmente dai primi decenni del Novecento, di una biblioteca costituita dall’Unione Donne Cattoliche Italiane. Questa raccolta di testi moralmente sorvegliatissimi formerà il nucleo della “Biblioteca Popolare Circolante padre Reginaldo Giuliani”, fondata nel 1934 per iniziativa del Consiglio diocesano Unione Donne di Azione Cattolica. L’istituzione, divenuta ente morale nel 1955, deve la sua lunga vita all’appoggio dei vescovi Monalduzio Leopardi e Domenico Brizi, al contributo di numerosi privati, ma soprattutto all’opera tenace della bibliotecaria, la Sig.na Cav. Aurora Rubisse, che ne prese le redini dopo lo scioglimento del consiglio, a solo un anno dalla fondazione.

   Associata fin dall’inizio all’Ente Nazionale per le Biblioteche Popolari e Scolastiche di Roma, era sostenuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, come testimoniano i timbri presenti sui libri inviati in dono dalla Soprintendenza Bibliografica di Bologna, sede periferica del ministero allora competente in fatto di biblioteche e di beni culturali, dall’amministrazione comunale, e da privati cittadini.

   Nel 1974 il consiglio direttivo della biblioteca popolare deliberò lo scioglimento della fondazione omonima e la devoluzione dell’intero patrimonio al Comune di Cingoli, che ne aveva assunto la gestione dal 1972; la raccolta libraria confluì quindi nella ripristinata biblioteca comunale.

 

Dove si trova


   In Via Mazzini n. 10, al piano rialzato del vecchio seminario vescovile, il cui primo piano è adibito a pinacoteca, quello seminterrato a deposito archeologico e ad aula didattica, istituzioni anch’esse comunali e collegate alla biblioteca.

 

L’edificio


   Sorse come seminario vescovile alla fine del XVIII secolo dalla fusione di più fabbricati, e mantenne la sua destinazione originaria fino al 1830. Nel 1873 fu ceduto in enfiteusi al Comune, che lo adibì, nel corso degli anni, agli usi più diversi: Pretura, scuola di avviamento professionale, Ufficio delle imposte, sede della Direzione didattica, ufficio dei Vigili urbani, sede di associazioni sportive, ecc. Nel 1976 il Comune, riscattata l’enfiteusi, ne divenne proprietario e lo adibì a sede delle istituzioni culturali (biblioteca, pinacoteca, deposito archeologico).

 

Orario


Invernale ( coincidente con l’anno scolastico )

Dal Lunedì al Venerdì, dalle 8,30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

Il sabato dalla 8.30 alle 12.30.


Estivo

Dal Lunedì al Sabato dalle 8.30 alle 12.30.

Il Martedì e il Giovedì dalle 15.30 alle 18.30.

 

Il patrimonio


   Il patrimonio della biblioteca è distinguibile in 3 sezioni:

 

  • Sezione moderna: circa 30.000 opere a stampa ( enciclopedie e grandi opere, saggistica, narrativa, libri per ragazzi e bambini )

  • Sezione antica: circa 10.000 edizioni antiche a stampa ( secc. XVI-XIX )

  • Sezione storico-documentaria: ingente patrimonio di documentazione ( testuale, iconografica e fotografica ) riguardante la storia e la cultura della città e del territorio di Cingoli.

 

Cosa offre

 

  • servizio di reference

  • cosultazione in sede:

    • di documentazione riguardante la storia e la cultura della città e del territorio di Cingoli

    • di opere enciclopediche e storiografiche

  • prestito a domicilio

  • prestito interbibliotecario

  • lettura quotidiani e riviste

 

Contatti

Tel./Fax - 0733.602877

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